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Letture consigliate  

 

 
 

Amore e...malattie sessualmente trasmesse

L’amore è una cosa meravigliosa, fa nascere sentimenti potenti, che ci coinvolgono e ci mettono in gioco totalmente. Ci dà energie nuove e ci permette di scoprire che possono esserci un Io ed un Tu che cercano di costruire un Noi.
Si tratta di un percorso “unico” che, dall’adolescenza, si alimenta di fantasie e di sogni tra i più improbabili… il sogno della prima volta e il valore assoluto del “dono” all’altro della propria anima e del proprio corpo! E’ bellissimo…. ma fa paura!!
Una paura rappresentata da quel grande “campanello d’allarme”, che ci induce, anche se con tristezza, a parlare di amore in termini di “pericolo per la salute” o della persona amata nei termini di “potenziale nemico da cui difendersi”.
M.S.T. significa “malattie sessualmente trasmesse”, cioè malattie legate all’attività sessuale. E’ possibile, infatti, che nei rapporti sessuali si possa nascondere una tale insidia, in quanto sono molte le infezioni che approfittano del momento dell’amore per “passare” da un organismo all’altro. Far finta di niente non è una buona idea, poiché queste malattie dipendono dal comportamento ed assumere un comportamento a rischio significa avere rapporti sessuali, oro-genitali ed ano-genitali non protetti con chi conosciamo occasionalmente… ma… ci possiamo fidare di chi conosciamo?
Conoscere una persona significa sapere “che cosa ha fatto fino al momento in cui ha incontrato noi”; non avere fretta e non ridurre tutto al rapporto fisico, in quanto l’amore vero sa “aspettare” e “rispettare” l’altro.
L’amore nasce nel cuore e cresce nei pensieri e il bacio rappresenta il primo coinvolgimento emotivo, che ci permette di capire tante cose, tra cui il sesso non rappresenta che il punto di partenza. La vera tenerezza non necessariamente ha bisogno di rapporti sessuali, ma soprattutto di parole, piccoli gesti, baci, carezze ed attenzioni.
Conoscersi bene significa, anche, e soprattutto parlare delle esperienze precedenti; essere disposti a sottoporsi al test H.I.V. (in passato potrebbe esserci stata la possibilità di un contagio) e parlare di eventuali implicazioni personali o del/dei partner riguardo a M.S.T., in modo da tranquillizzarsi e intraprendere il cammino insieme con rispetto e senso di responsabilità.
Nel dettaglio possiamo dire che è impreciso parlare di M.S.T., in quanto ciò che si trasmette non sono le malattie, ma gli agenti infettivi: virus, batteri e parassiti, che possono scatenare vere e proprie malattie. Ciò che si trasmette, quindi, è l’infezione, che può produrre la malattia. Essere “infetto” ed essere “malato” non rappresenta un passaggio così automatico, in quanto esistono i “portatori sani”, persone che hanno l’infezione e la possono trasmettere, ma che non hanno (o non ancora) la malattia e sembrano in ottima salute.
Si dovrebbe, perciò, parlare di I.S.T., infezioni sessualmente trasmesse e, nel frattempo, ricordare che la stabilità dell’unione e la fedeltà reciproca rappresentano due armi vincenti.
Impariamo a conoscere meglio le M.S.T.

AIDS. Infezione virale da H.I.V. che altera il sistema immunitario con effetti letali. Non tutti i soggetti infettati sono sintomatici, molti hanno sintomi vaghi (lieve dimagrimento, diarrea, febbricola).
Le modalità di trasmissione sono tramite rapporti sessuali con persone infette; uso promiscuo di siringhe, aghi o accessori contaminati, trasfusione di sangue infetto e da madre infetta al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l’allattamento.
Gli esami da fare riguardano la ricerca degli anticorpi con diversi tipi di test e quella di antigeni virali su tessuti prelevati tramite biopsia.
Da un punto di vista terapeutico, oggi, esistono diversi farmaci sempre più efficaci nel combattere la replicazione virale e con pochi effetti collaterali, che permettono di migliorare notevolmente sia la sopravvivenza che la qualità della vita. Ci si protegge, innanzitutto, utilizzando il profilattico ed evitando l’uso promiscuo di siringhe, piercing e simili e prevedere autotrasfusioni in caso di interventi chirurgici importanti. In via di sperimentazione c’è un vaccino, che rappresenterebbe il rimedio più sicuro.

CANCROIDE. Infezione molto rara nel nostro paese, diffusa in Sud-Africa, è dovuta all’Hemophilus Ducreyi. Si manifesta con una o più ulcere genitali dolorose, accompagnate da adenopatia inguinale molle. Tutti coloro che sono affetti da questa malattia dovrebbero sottoporsi al test per l’infezione da H.I.V., sifilide ed herpes. La terapia si effettua con antibiotici specifici.

CANDIDA. Fungo che provoca spesso vaginiti, che si caratterizzano per le perdite biancastre dense con aspetto simile a ricotta. I sintomi sono bruciori, arrossamento, edema vulvare e dolori alla penetrazione.
Il contagio avviene per rapporti sessuali, ma anche tramite l’inquinamento di bagni e biancheria.
Molte condizioni sono favorevoli allo sviluppo di questa infezione: gravidanza, contraccezione orale, spirale, diabete ed uso di antibiotici. Può persistere o recidivare, ma si cura facilmente con terapia locale e generale.

CHLAMYDIA. Infezione, molto comune, trasmessa sessualmente, che interessa il tratto genitale ed è causata dalla Chlamydia trachomatis.
La maggior parte di uomini e donne sono asintomatici, ma se i sintomi sono presenti riguardano dolore e bruciore genitale, soprattutto durante la penetrazione. E’ un’infezione che può colpire anche occhi, bocca, polmoni, cuore ed articolazioni. Nella donna, se non curata, l’infezione può provocare malattia pelvica infiammatoria e talvolta sterilità.
Oggi ci sono esami molto accurati che ci dicono se l’infezione è portata da Chlamydia, tra i quali il tampone cervicale o uretrale.
Si curano entrambi i partner con antibiotici specifici. A livello di prevenzione è sempre necessario l’uso del profilattico ed evitare l’uso promiscuo di biancheria ed altri oggetti per l’igiene personale.

CONDILOMA. Piccolo tumore benigno che si evidenzia sulla cute, sulle mucose genitali ed anali. Si presenta, inizialmente, come piccolo bottoncino carnoso circoscritto, di colore rosa e di consistenza molle, che si ingrandisce lentamente formando escrescenze che assumono l’aspetto di un cavolfiore (da qui il termine gergale di “creste di gallo”).
Condiloma ulceroso: tipico dell’ano costituisce una tumefazione che risulta dall’addossamento dei due bordi molli dell’ulcerazione.
Condiloma piatto: placca mucosa.
Provocato dal virus HPV (Human Papilloma Virus) di cui esistono moltissimi tipi, costituisce l’infezione genitale più frequente ed importante, in quanto chiamato in causa nei tumori del collo dell’utero. Il contagio avviene, prevalentemente, per via sessuale, ma frequenti sono le infezioni di origine non venerea. Più del 50% degli individui maschi, infetti dal virus, non sviluppano mai una patologia visibile ai genitali, ma sono in grado di trasmettere il virus agli altri e, quindi, essere portatori senza saperlo.
Il periodo di incubazione è molto variabile.
I sintomi sono praticamente assenti, a meno che non si sovrapponga un’altra infezione. L’evoluzione dei condilomi acuminati o piatti può rimanere invariata per anni o peggiorare o, raramente, sparire. E’ necessario che la donna infetta da papilloma virus si sottoponga a vulvoscopia, colposcopia e pap-test, anche se, spesso, si ritiene utile eseguire anche una biopsia. Il partner, analogamente, sarà sottoposto ad una peniscopia.
La terapia specifica, anche se diversa a seconda dei casi, prevede la loro escissione con la diatermocoagulazione o laser. In molti casi, comunque, non sarà necessario trattare chirurgicamente queste lesioni poiché la distruzione delle stesse non è sinonimo di eradicazione della malattia che, potendo recidivare, potrebbe localizzarsi di nuovo su zone più sensibili e vulnerabili.
I fattori di rischio associati al contagio sono: numero dei partner sessuali, presenza di condilomatosi genitale nel partner sessuale, numero di altri partner sessuali del proprio partner, altre malattie sessualmente trasmesse, deficit immunitario.
I fattori di rischio associati all’espressione della malattia e persistenza sono, invece, costituiti da: immunodepressione, diabete, fumo da sigaretta, altre infezioni dei genitali.
La prevenzione è legata all’igiene di vita, non fumare, evitare droghe, alcol, curare un’alimentazione ricca di vitamine e povera di grassi; sesso sicuro, riduzione dei partner sessuali.
Siccome il virus resiste scarsamente al di fuori del corpo umano, non bisogna adottare particolari accorgimenti se non quelli della normale igiene quotidiana.

EPATITI:
Epatite virale A. Il suo virus si replica nel fegato con diffusione nelle feci, ma è presente anche nel sangue e nella saliva in basse concentrazioni.
La trasmissione avviene per via sessuale, ma anche oro-fecale e con cibo o acque contaminate. Il periodo di incubazione è di circa 15-30 giorni ed ha un decorso clinico benigno.
Molte persone risultano asintomatiche. Rarissima è l’insufficienza epatica grave o letale. A livello di profilassi la vaccinazione è efficace.
Epatite virale B. Il virus si trasmette, oltre che attraverso i rapporti sessuali, anche con il contatto sanguigno ed emoderivati infetti.
Il periodo di incubazione è di circa 40-180 giorni. E’ più grave dell’epatite A, perché tende a danneggiare il fegato e cronicizzarsi.
A livello di profilassi la vaccinazione è efficace.
Epatite virale C. Il virus si trasmette principalmente attraverso il sangue, oltre al contatto con oggetti infetti: spazzolini da denti, aghi, rasoi e forbicine. I sintomi (malessere, stanchezza, nausea e mancanza di appetito) possono passare inosservati, in quanto simili ad altre malattie come la semplice influenza.
Esistono portatori sani che, pur avendo il virus nel fegato, non hanno una reale malattia e possono rimanere in buona salute per tutta la vita.
Gli esami consigliati sono quelli del sangue e la ricerca di materiale genetico del virus C. Utile la determinazione del genotipo, per vedere con quale virus si ha a che fare e la valutazione dei livelli delle transaminasi nel sangue, per valutare l’andamento della malattia.
Molte sono le ricerche al riguardo e si sta puntando sul fatto che i pazienti in cui la malattia non è destinata a diventare cronica, producono speciali anticorpi in grado di proteggere dalla malattia. La terapia con interferone sta dando ottimi risultati (non i tutti i pazienti).
Ci sono infatti alcune forme di epatite C che si aggravano nel tempo e possono portare alla morte del paziente.

GARDNERELLA. Vaginite che tende a cronicizzate e che causa perdite vaginali molto abbondanti, di colore grigio, con cattivo odore. Si può confondere con la vaginite da trichomonas, anche se i sintomi sono spesso assenti o meno fastidiosi. Il contagio avviene sia per via sessuale che attraverso indumenti intimi infetti.
La terapia è a base di farmaci locali e generali che hanno buon successo.

GONORREA. Infezione batterica, causata dalla Neisseria gonorrae, è molto diffusa tra i giovani e gli uomini sembrano essere i più colpiti. Solitamente sono le donne ad essere asintomatiche e se presenti, i sintomi, sono quelli dell’uretrite nell’uomo e della cervicite nella donna.
La via di trasmissione è quella sessuale.
I test da fare consistono nell’esame colturale di materiale prelevato dal collo uterino ed uretra. A livello terapeutico si usano antibiotici mirati.
La prevenzione richiede l’uso del profilattico.

GRANULOMA IGUINALE DI DONOVAN. Infezione batterica molto rara, che provoca lesioni ulcerative progressive non dolorose, che sanguinano al contatto. Si cura con antibiotici specifici.

HERPES GENITALE. Infezione virale delle vie genitali causata dal tipo 2 dell’herpes virus. Simile a quella che si manifesta sulle labbra, si caratterizza per piccole vescicole dolorose sugli organi genitali o vicino ad essi.
I sintomi sono dolori, bruciore e prurito, anche se molte persone sono asintomatiche.
Si trasmette per contatto sessuale, durante il parto e la gravidanza. Ha un periodo di incubazione di 3-6 giorni e tende a recidivare, in quanto tende a persistere nell’organismo, dopo il primo episodio acuto e messo in circolo, nuovamente, durante periodi di particolare immunodepressione. Favorisce infezioni batteriche all’uretra e alla vescica, con aumento di rischio di tumore uterino.
I test consigliati sono quelli sierologici per la ricerca degli anticorpi IgG e IgM specifici ed esami colturali su tessuti prelevati dalla lesione ulcerosa.
A livello terapeutico, al momento, non sono disponibili farmaci risolutivi, ma solo in grado di diminuire la frequenza e l’intensità delle recidive.
Obbligatorio è il controllo del partner. Per la prevenzione risulta necessario l’uso del profilattico.
Oggi si sta sperimentando un vaccino che ha dato, però, risultati contrastanti.

MOLLUSCO CONTAGIOSO. Infezione virale. Si caratterizza per la presenza di papule biancastre tonde, dal diametro di 3-8 mm, site a livello della cute pregenitale.
Non determina sintomi particolari. Ottimi risultati si ottengono con l’eradicazione chirurgica.

PEDICULOSI. Si tratta di parassiti che si possono localizzare a livello dei peli pubici, per contagio sessuale o tramite biancheria.
Il sintomo è rappresentato da un prurito intenso, specie notturno.
A livello terapeutico è necessario l’utilizzo di medicamenti antiparassitari, rasatura dei peli e sterilizzazione della biancheria. In tal caso è necessario evitare qualsiasi contatto sessuale fino alla completa guarigione, in quanto l’uso del profilattico non risulta essere preventivo perché i pidocchi si insinuano sugli indumenti.

PROCTITE, PROCTOCOLITE ED ENTERITE. Infezioni gastrointestinali dovute a virus e batteri che causano diarrea, crampi addominali e, spesso, perdita di sangue a livello rettale.
La trasmissione è prevalentemente per rapporti ano-genitali ed oro-fecali.
Importante la prevenzione con l’uso del profilattico e la terapia antibiotica.

SCABBIA. Causata da acari, piccoli insetti, che provocano un prurito intenso ed un notevole disagio. Compaiono, spesso, lesioni da trattamento e il contagio avviene sia attraverso un contatto diretto che tramite l’uso di biancheria infetta.
La terapia consiste nell’uso di medicamenti parassitari e con sterilizzazione di biancheria intima, letto e bagno.

SIFILIDE. Infezione batterica provocata da una spirocheta: il treponema pallido.
Si considerava una malattia “antica”, ma attualmente si evidenzia un notevole aumento in tutto il mondo. Grazie però all’aiuto degli antibiotici non risulta più fatale.
Si trasmette sessualmente, ma anche solo tramite petting, in gravidanza e durante il parto, in presenza di lesioni sifilitiche muco-cutanee; se trascurata può attraversare 3 stadi:
-fase primaria; presenza di una piccola ulcera, spesso non dolorosa che può comparire su pene, vulva o altre parti dopo circa 15-30 giorni dal contagio. Si gonfiano le ghiandole inguinali.
-fase secondaria; eruzione diffusa che compare entro 2-6 mesi dall’infezione primaria e può accompagnarsi a mal di testa, febbre e dolori muscolari. Si può ancora tentare una cura risolutiva.
-fase terziaria; riguarda circa la metà dei casi non curati. Invade cervello, cuore e sangue. Si presentano lesioni sifilitiche che si possono localizzare su ossa, apparato respiratorio, fegato e stomaco.
La malattia a carico del sistema nervoso centrale si può manifestare a qualunque stadio della sifilide, presentando sintomi uditivi, paralisi dei nervi cranici o segni di meningite.
Gli esami da fare sono al microscopio su materiale prelevato dalle lesioni del primo stadio ed esami sierologici per la ricerca di anticorpi. Il trattamento comprende cicli ripetuti di penicillina e controlli per almeno cinque anni.
E’ importante curare l’igiene personale e l’uso del profilattico.
Tutte le persone affette da sifilide andrebbero sottoposte anche al test per l’H.I.V.

TRICHOMONAS. Infezione causata da un protozoo. Gli uomini sono quasi tutti asintomatici, mentre le donne manifestano dolore e fastidio durante la penetrazione, con bruciore e perdite vaginali schiumose.
Modifica il ph vaginale e perciò può facilitare l’insorgenza di altre infezioni.
L’esame da fare è lo striscio fresco o per coltura delle secrezioni infette mirato ad individuare il parassita.
La terapia va estesa ad entrambi i partner e consiste nell’uso di metronidazolo per via generale e locale.
E’ importante curare l’igiene personale e l’uso del profilattico.

Dopo questo breve escursus vorrei confermare che l’amore è una cosa meravigliosa, ma è importante farsi rispettare, prendere tempo, essere fedeli, conoscersi prima di avere rapporti sessuali e… non rimanere mai senza profilattico!
In poche parole VOLERSI BENE!

Antonietta Albano


Menopausa: una stagione della vita al femminile
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