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MENOPAUSA: Una stagione della vita al femminile

Con il termine di menopausa si indica il periodo della vita che viene dopo l’ultima mestruazione spontanea.
Con il termine climaterio, invece, si indica quel particolare periodo di passaggio tra la fase riproduttiva, caratterizzata dall’attività ovulatoria, e quella non più fertile per l’esaurimento della funzione ovarica.
Questo particolare periodo della vita, detto anche “premenopausa”, inizia un po’ prima della menopausa con la comparsa di cicli irregolari caratterizzati da una ovulazione, a sua volta irregolare ed imprevedibile, come espressione di una diminuita funzionalità delle ovaie.
Alcuni parlano di “postmenopausa” per definire un periodo durante il quale si assiste alla totale assenza di attività follicolo-ovarica. A questo periodo segue una fase di vera e propria senescenza, cioè di invecchiamento, caratterizzata dalla involuzione del corpo in senso generale e, naturalmente, anche dell’apparato genitale.
Con il termine di “perimenopausa”, infine, si indica il periodo che precede e segue immediatamente l’ultima mestruazione e che, nella realtà delle cose, esprime quel delicato passaggio, soprattutto di tipo psicologico ed endocrinologico, che ogni donna fa nel momento in cui si allontana dal periodo fertile ed entra nel periodo di riposo “ovarico”, nel quale il ciclo mestruale è assente e l’attività delle ovaie diminuisce fino a scomparire.
Come vedete tutte queste definizioni, pur essendo utili per comprendersi, rimangono soprattutto teoriche, perché i limiti tra il periodo fertile avanzato, la premenopausa, la perimenopausa, la postmenopausa e la senescenza propriamente detta sono molto sfumati. Non esiste un elemento di passaggio preciso che distingua una fase dall’altra e la durata stessa di ciascun periodo è assai variabile. Alla luce di tutto questo, per semplificare, noi usiamo un solo termine che è “menopausa”, ma è utile sapere che la cosa è un po’ più complessa.
Generalmente la menopausa è un evento naturale.
Più rara è la menopausa indotta, altrimenti detta secondaria o artificiale, che può derivare dall’asportazione chirurgica di entrambe le ovaie o dell’utero o in seguito a radiazioni ionizzanti o terapie ormonali o farmaci antitumorali.
L’età in cui compare la menopausa spontanea ha subìto, nel corso degli anni, un lieve incremento, un po’ in conseguenza dell’allungamento dell’età media e un po’ dipendentemente dalle condizioni di vita ambientali.
Di contro la durata del periodo di postmenopausa è notevolmente aumentato tanto che oggi corrisponde a circa un terzo della vita media femminile.
C’è anche da dire che la classe di età in cui le donne vanno in menopausa varia sensibilmente a seconda della zona geografica poiché, nel determinare questo periodo, concorrono fattori ambientali, costituzionali e socio economici.
I sintomi cosiddetti perimenopausali, vale a dire quei sintomi che caratterizzano il periodo immediatamente antecedente e seguente l’ultima mestruazione sono soprattutto vasomotori, psicologici e ortopedici.
Per effetto dei disordini ormonali, ma anche del concomitante naturale invecchiamento, si possono avere: diminuzione della lubrificazione vaginale, irregolarità di svuotamento vescicale, aumento dell’incidenza di alcuni tumori, tra i quali quelli della mammella e dell’utero, prolasso dell’utero, “dolori reumatici” talvolta insopportabili, ma soprattutto la tanto temuta osteoporosi.
Per un corretto approccio alla menopausa, quindi, occorrerebbe avere a disposizione una equipe di specialisti che possano, da una parte, valutare attentamente i vari fattori di rischio connessi a questo importante periodo della donna e dall’altra mettere in precoce terapia quegli stati patologici che, se trascurati, possono portare a gravi disagi della vita di relazione quando non addirittura all’inabilità permanente.
Una indagine di primo livello è costituita da:
- visita ginecologica;
- ecografia pelvica con sonda addominale e transvaginale;
- valutazione psicologica;
- esami ematochimici di routine (sangue e urine);
- esami ormonali specifici per la menopausa;
- densitometria ossea.
Solo attraverso questi accertamenti, peraltro non costosi e non invasivi, si può avere un quadro preciso della situazione della paziente.
Ma per fare tutto questo gli specialisti dovrebbero dialogare tra loro al fine di poter dare alla paziente non una serie di referti, ma un unico consiglio comportamentale.
Per questo esistono i centri di menopausologia come quello che, da circa un anno, è in funzione presso “Puntosalute” con le apparecchiature e i professionisti di cui sopra.
Queste indagini vanno eseguite nel periodo perimenopausale, vale a dire nel passaggio dall’epoca feconda al periodo di scarsa funzionalità ovarica, quando stanno per avvenire o sono appena avvenuti gli importanti cambiamenti di cui si diceva.
Oggi gli esami ematochimici di routine e ormonali (esami del sangue) sono soggetti al ticket ed hanno tempi di attesa brevissimi.
Per le visite specialistiche, anche a pagamento, le cifre sono del tutto accettabili ed i tempi di attesa non superano i 3-4 giorni.
Per la densitometria ossea, infine, con i più moderni apparecchi che misurano la densità ossea, la mineralizzazione e la struttura del tessuto in varie regioni del corpo, così come consigliato dalla comunità europea, non si va oltre le 80-90 mila lire e i 3 giorni di attesa (almeno per quanto riguarda la struttura presso la quale lavoriamo).
La terapia, quando e se necessaria, si basa sulla somministrazione degli ormoni che sono venuti a mancare, calibrati a seconda della situazione specifica della paziente. Non sono più giustificate le paure che molte donne hanno ancora, dovute ai temuti effetti collaterali della terapia ormonale. In questi casi, infatti, non si tratta di ormoni che vanno aggiunti a quelli già in circolo nella paziente, ma si tratta di ormoni che vanno a colmare un vuoto lasciato scoperto da una funzione ovarica che è andata diminuendo.
A quanto sopra vanno aggiunti altri integratori tra i quali il Calcio e la vitamina D3..
Se non si fanno i necessari accertamenti, la terapia potrebbe essere incompleta o, peggio ancora, causare inopportuni squilibri, per cui, se non si ha l’opportunità di fare le cose per bene è meglio soprassedere, non far nulla, e rinviare il tutto a quando si avrà la possibilità di affrontare il problema nel modo adeguato. Per coloro che sono contrari ai farmaci (e non hanno tutti i torti!) ci sono sostanze naturali che sostituiscono validamente gli ormoni sintetici, per cui non è necessario ricorrere sempre a cerotti o iniezioni, ma talvolta sono sufficienti dei consigli dietetici, un po’ di ginnastica leggera e dei “fitoestrogeni” che hanno meno effetti collaterali rispetto alla terapia sostitutiva classica.
Da ultimo, sperando che questo messaggio arrivi in maniera costruttiva, non è da escludere il colloquio con uno psicologo, che fa parte integrante dell’equipe di “menopausologia” e che con semplici e brevi consigli, può indicare alla donna in menopausa la via e lo strumento attraverso i quali interpretare in maniera positiva questa importante fase della vita.

Équipe di Menopausologia
Poliambulatorio "Carl Rogers"
San Donà di Piave - VE


Menopausa: una stagione della vita al femminile
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